Assenza e coraggio

E presi i veli ne costruì teli a copertura;

inabissarsi nell’assenza era l’unico modo per proteggersi…da se stessa

Alcuni ne ebbero paura, scambiando

la paura per aggressione; la chiamano paura della paura, ed è degli inabili egocentrici.

Gli assenti si impauriscono da soli …

per diventare coraggio.

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Contraria

Costruita al contrario,

forgiata a tua immagine;

che gran bel spettacolo, vedi …

L’avresti mai detto? Ci avresti scommesso su quella nota di bemolle?

Eppure, sento il tuo respiro, sopra i tasti ormai silenziosi;

il battito delle tue dita, e la meraviglia delle nostre preghiere pagane.

Con i piedi in testa, la testa tra i piedi, ti lascio il mio sorriso malinconicamente divertito …e non raddrizzarmi

MITRUCCODIPOESIA ©

Tribalità

Ho sempre ricambiato le malefatte

con dovizia rituale ed astratta:;

ad inculcarmi  che presto o tardi,

ognuno concluda il suo “livello “…

Se è il caso ne riparliamo in  tempi maturi;

scendendo al primitivo senza riserve

è in realtà ascesa.

Prova a pensare di non combattermi

fra le parole di altri, ma armati di scudo e calzari; le cose si fanno dure,  e forse ti servirà un elmo …se non vorrai morire delle tue stesse paure .

E.M

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L’acerbo dolore eterno

Se non ti amassi

non sarei così avida e prepotente,

non farei di te la mia prigione eterna,

né il terrore di perderti mi dissanguerebbe

Troppe volte si parla di Anore associandolo a quiete, benessere, serenità

Di tutt”altri colori si dipinge questo osannato Amore;

ed è sgomento nell’estasi, sangue vivo percolante,follia nella follia, acerbo dolore che non ha da maturare …per restare …

E.M

Ai Giorni in purezza

E tutto fu più chiaro

Rimase vicino chi doveva e volere rimanere

Altri nella tempesta presero le loro strade; nessuno ci avrebbe mai creduto

nei tempi passati

La giustizia volle dare il colpo di grazia alla menzogna; alle mani avide avvolte nell’egocentrismo, ai rapporti di convenienza, a tutto ciò che era insano.

Nel buio rimasero poche luci; quelle più fievoli cercarano per breve tempo di imporsi l’ultima fiammella, ma ahimé vinse l’arroganza e la prepotenza a spegnerle.

Rimanemmo in pochi, per il bene della libertà di essere; finalmente illuminati dalla speranza di nuovi giorni in purezza.

Ai giorni in purezza

Servi e padroni a scambio

Siamo speciali fino a che assecondiamo i bisogni degli altri ,

Fino a che, genuflessi, ne seguiamo modi e modalità

Diventiamo “ordinari ” quando pretendiamo;

se imparassimo a piegarsi come fanno i giunchi con il vento, dare e avere sarebbero in equilibrio

E se io volessi esser tormenta per un giorno ?

Tu sarai flessibile? O ti ergerai colonna inespugnabile?

Nessuno ha potere fino a che non si fa servo

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Il nome del sentire

Mi piace pensare che la sofferenza

elevi, che qualifichi e dia un nome al

sentire e lo accresca.

Mi piace, anche se mi martirizza,

questa crociata che mi fa sentire viva

e recettiva

Tralascio per qualche ora le mie danze

gioiose in virtù delle ombre che mi appartengono;

le morbose ombre che circolano sopra di me

chiedono solo il lascito della meraviglia del sentire.

Meravigliarsi del dolore di Amare

è il punto di inizio di tutte le cose vere;

Non si può essere veri fintanto non si soffrono le incongruenze e le distanze anche apparenti degli altri

Parliamoci tra le piaghe senza paura di perdersi.

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La vita a metà

Rigettami come il bolo

ininghiottito, fino a perlustrare le

mie vie aeree come si fa con i soffocati

Il gelo mi avvolge

nel tremore della morte,

il mio errore è non averne paura.

Non ci sono mani né voci a consolare

gli ibridi di questo donna-selvaggiaghiacciaio eterno.

Nessun fuoco improvviso può ormai più scaldare le distanze;

si perdono i ricordi nello strascico claudicante dei passi incerti.

Impugnato il coltello mi perdono

il delirio di una vita a metà

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Reset di un cuore audace

Resetto questa claustrofobica attesa,

oltre il silenzio.

Tra i sospiri

mi inchino alle fronde,

che ancora si lasciano cullare

da un vento disarmante e gelido.

La morte ha un sapore così amaro

da distanziarsene,

come mai ci dovesse toccare.

Abituati da sempre all’eremo,

noi ci perdiamo dentro gli scompensi

delle moltitudini.

Il buio non lo sconfiggono

i veggenti, che lo prevedono,

ma i cuori audaci…

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Oltre i confini

È un buon segno non parlarne

Cosa dovrei sviscerare ancora?

IL MIO POSTO LO MACIULLO OGNI ISTANTE

So qual è il mio terrore,

il mio inferno perenne,

toccando  il Paradiso:

Dio lo sa,

sono certa che comprende i nostri atterriti sguardi.

Ci perdoneranno,

forse,

ma cosa importa?image

Recido le mie vene,

mi dissanguo per saziarti;

lo rifarei ancora,

ogni istante.

Oltre i confini non ci può più essere parola

Ora lo sai

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E accade

E accade che non sia
più il tempo di dover ridere
di tutto,e neanche quello di infilarsi un vecchio
abitino infeltrito dalla naftalina.

Accade che certi rimbombi fragorosi
sembrano dilaniarti il cervello,
e una birra anziché consolarti
ti precipita nel vero vuoto,
specie se condivisa in estraneità.

Accade che c’è troppo rumore,
troppo chiasso; che ti appare inutile la gioia tanto per dire
“non sono triste, guardami come son radioso/a, nonostante i miei guai”

Accade che a volte si ha bisogno solo di urlare il proprio pianto, che è più dignitoso il non soffocarsi nella farsa dell’allegrezza demotivata.

Accade che siamo diversi,
e che per stare bene, anche nel male,si ha bisogno dei simili.

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E.M

Non è un gioco

Non è un gioco la vita
Chi ti vuole ti protegge,
si prende cura di te,
ha paura per te,
ti avvelena di attenzioni,
incurante del resto del mondo.

Non è un gioco essere nobili ed alteri, costringersi in spazi ristretti inaccessibili ai più,
farsi tenebre, scavarsi dentro e ripudiare ricatti, le vane persecuzioni degli inferiori.


L’inferiorità non è coraggiosa,
vile si mostra agli occhi dei sognatori; ucciderò sempre con l’arma del coraggio tutto ciò che luce non è, a costo di camminare nella notte più buia, a costo di distruggermi, prima che altri lo facciano per me.

Ora distruggerò il mio corpo e finirò di esistere; il mio involucro è stanco di apparire; mi concentrerò sull’essenza, che più mi appartiene, nel buio e nel silenzio delle cose vere.

E.M copyright do-not-disturb-4772157_1280