La paura degli angeli

Tutti abbiamo delle colpe

Tutti abbiamo un angelo

Hanno paura gli angeli
delle stelle rifrangenti luce,
incursioni alla loro delicatezza

Posti sul ciglio lunare,
assecondano l'estasi
universale, senza partecipazione

Ora, se una stella,
come saetta,
imprigiona il loro lampo di vita,
subito accorrono in battaglia

Da questa battaglia,
nel loro nodo di gola,
si scatena un moto,
che li porta sempre più lontani
dai margini lunari

E stretti stretti,
se ne vanno con la luce,
dentro le stelle.

MITRUCCODIPOESIA©

Eternamente

E amala, amala,
amala con lo stesso vigore di sempre,
senza sederti tra la folla a declamarla,
ma nel silenzio di un giardino.
Il tuo giardino incantato,
peschi in fiore
e soffioni da vomitare al cielo.

Eterea e lucida.
Questo è il mio sacrificio senza bandiere
e drappi da avvolgermi addosso.

And love it, love it,
love it with the same vigor as ever,
without sitting in the crowd to declaim her,
but in the silence of a garden.
Your enchanted garden,
fish in bloom
and puffs to puke to the sky.
Ethereal and shiny.
This is my sacrifice without flags
and drapes to wrap around me.

MITRUCCODIPOESIA©

ma a differenza sua… signora… non ho bisogno delle parole di altri per rappresentarmi 😇 😈Dal crepuscolo all’alba

Crepuscolo il tuo viso,
pelle da raccontarsi.
Intrise le pieghe in cipigli improvvisi ;
l’arco corrugava in diffidenza,
quasi alterigia.
Ma scosso quel mare,
impetuoso, dannato, immenso nei
vortici,
ecco improvvisa rifulger quiete ;
lo distende, ne imbriglia diamanti in ogni dove.
Di Alba si riveste,
quel viso,
tra le carezze notturne.Ed io non posso che morire morte certa .MITRUCCODIPOESIA©dal crepuscolo all’alba

L’imperdonabile

Fottiti.

Che me ne sbatte del tuo pene senza frenulo, corroso da canali squallidi apiretici senza vita

E lugubri essudati lattiginosi.

E pure di un abbraccio incarnale manca il bisogno.

Seduta o distesa e la stessa cosa purchè sorga il delirio.

E partire oltre le lande della fica verso mete di indisciplina fine a se stesse.

Sorgere tra i capezzoli turgidi la pena.

E sperare di capirti oltre l’amplesso inimmaginato;

ma contemplata come si addice ad un poeta,che mescola cannibalismo a pietà, Natura Madre ti son fedele.

E attendo solo i tuoi ordini .

Schiava di te mi appresto a violentarmi, frustarmi e lasciarmi sedurre.

Tra le ceneri che lascio dietro di me,

Divina Poesia.

MITRUCCODIPOESIA ©

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La paura degli angeli

Tutti abbiamo delle colpe

Tutti abbiamo un angelo

Hanno paura gli angeli
delle stelle rifrangenti luce,
incursioni alla loro delicatezza

Posti sul ciglio lunare,
assecondano l'estasi
universale, senza partecipazione

Ora, se una stella,
come saetta,
imprigiona il loro lampo di vita,
subito accorrono in battaglia

Da questa battaglia,
nel loro nodo di gola,
si scatena un moto,
che li porta sempre più lontani
dai margini lunari

E stretti stretti,
se ne vanno con la luce,
dentro le stelle.

MITRUCCODIPOESIA©

Dal crepuscolo all’alba

Crepuscolo il tuo viso,
pelle da raccontarsi.
Intrise le pieghe in cipigli improvvisi ;
l’arco corrugava in diffidenza,
quasi alterigia.
Ma scosso quel mare,
impetuoso, dannato, immenso nei
vortici,
ecco improvvisa rifulger quiete ;
lo distende, ne imbriglia diamanti in ogni dove.
Di Alba si riveste,
quel viso,
tra le carezze notturne.Ed io non posso che morire morte certa .MITRUCCODIPOESIA©dal crepuscolo all’alba

Non ti ha mai amata

Certo, dopo di me,

non ti ha mai amato

A dire il vero
non deve averti amato Mai
se ha voluto amarmi

Tante volte si dicon cose per dire,

si fanno cose per fare,

ma è l’Amore che svolta:

Guardaci !!.mi vedi? ci vedi ?

‘contro la volontà dell’ abitudine
e i ricatti ai disamorati-

-In realtà ci hai visto molto prima-;

parlava il suo corpo, si esponeva il mio;

finché Siam bestie è divino il segno

che mai si scontra -assenti i recettori all’altrui arroganza-

con le offese del ciarpame mosso da invidia o insito negli  ‘”eroi”malformati

Mi ha sempre amata, l’ho sempre amato, perché è così che si Ama: istantaneo…è per sempre…

MITRUCCODIPOESIA ©


Ai Giorni in purezza

E tutto fu più chiaro

Rimase vicino chi doveva e volere rimanere

Altri nella tempesta presero le loro strade; nessuno ci avrebbe mai creduto

nei tempi passati

La giustizia volle dare il colpo di grazia alla menzogna; alle mani avide avvolte nell’egocentrismo, ai rapporti di convenienza, a tutto ciò che era insano.

Nel buio rimasero poche luci; quelle più fievoli cercarano per breve tempo di imporsi l’ultima fiammella, ma ahimé vinse l’arroganza e la prepotenza a spegnerle.

Rimanemmo in pochi, per il bene della libertà di essere; finalmente illuminati dalla speranza di nuovi giorni in purezza.

Ai giorni in purezza

Dal crepuscolo all’alba

Crepuscolo il tuo viso,
pelle da raccontarsi.
Intrise le pieghe in cipigli improvvisi ;
l’arco corrugava in diffidenza,
quasi alterigia.
Ma scosso quel mare,
impetuoso, dannato, immenso nei
vortici,
ecco improvvisa rifulger quiete ;
lo distende, ne imbriglia diamanti in ogni dove.
Di Alba si riveste,
quel viso,
tra le carezze notturne.Ed io non posso che morire morte certa .MITRUCCODIPOESIA©dal crepuscolo all’alba

L’oggi e le formiche

image.jpegL’oggi e le formiche

Lo vedi, adesso,
quanto è più poetico camminare a piedi nudi
tra l’erba?
E la salvia gigante?
E le nespole ormai appassite?
Guarda anche l’orzo incurante,
crescere tra le tegole,
erette a confine…
E alzare gli occhi al cielo, e
ritrovarsi tra le nuvole ;
che tracciano ineusaribili vie,
l’una addossata all’altra ,
ma labili abbastanza, da intravedersi,
nell’oltre, la luce.
È un perdersi effimero in esse,
mentre il muro di cinta si sta scardinando;
chissà tra le feritoie quante formiche hanno costruito la loro casa.
Ho sempre odiato chi le alluvionava;
così piccole, ingegnose e stuzzichevoli.
Da questi spazi non me ne sono mai andata,
eppure la vita mi ha messa alla prova.
Il mio rifugio silenzioso,
oggi,
mi appaga più di allora.
Ed è lì che rimarrò,
per la tua gioia,
mio bene più caro.

E.M

Ed è per mai

Ed è per mai
che ci si arrovella sopravvivendo;di plumbee code, intrise di pesi e sottotoni
Inutili come le corde troppe tese di uno strumento ad arco.
Poiché lento è il divenire,
che percuote e che consuma.
la muta non chiede appoggi,
Né si ciba dei nutrienti passati.
È finito il tempo dell’ieri.
Irrigazioni ed effumigi viziosi la
sviliscono e minimizzano.
Sii pupa silenziosa, dove i suoni sono incompresi ed attendi i nuovi colori. Se farai tesoro di questa sorda e muta attesa, nel tuo seno
germoglierà la nuova vita.
E che sia femmina!