La finestra

Di altezza in altezza,

si gela a volte il pensiero

Demone che non sa ascoltare

il mio pianto,

eppur resta in attesa

di furibonda ira.

Sorrido della serra con i fiori,

dei miei figli scalzi imbrattati di terra,

e scordo le pochezze che mi hanno

fatta salire fin qui,

Siamo stati tra i primi

ad esser tartassati,

quando ci indicavano piccoli indaco.

Eppure ci hanno invidiati della nostra

leggerezza,

che con poco li feriva e ne coglieva i sensi.

Adesso si vola,

con semplici cose.

Mentre l’avaro si crogiola,

attendendo lo squarcio ed il tonfo,

che non arriva,

per la grazia del SOLE che ci illumina.

Il bacio

Puoi salire interdetto

e celere,

ma non scendere

senza pensare.

Cala la notte

ed è bellissimo dimenticare.

Uno, due, tre piani,

forse quattro;

di Grovigli un’estasi.

E tu mi guardi, 

come mai mi hai guardato.

Non c’è fine; 

questo il tuo ed il mio respiro.

Un bacio è il solo mezzo leggero

da offrirsi,

senza cader nella trappola

di rifugiarsi.

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