La chiave

La chiave è una stupidata

che gli uomini si sono inventati;

Illusi di poter aprire e chiudere tutto.

La poesia stessa non è poesia

se si apre  o  si chiude.

Sta sempre nel mezzo,

accessibile ad ogni interpretazione.

Non so se ci sono o non ci sono,

o ci faccio o non ci faccio,

o se l’uovo fa la gallina o la gallina l’uovo.

l’importante è capirsi un po’o non capirsi parzialmente.

Correndo lentamente,

tra topici pensieri.

 

Crepitii

Crepitii a volte fitti come la pioggia,

di certe insane mattine.

Adagiarsi nell’aurora,

magia di rinascita,

scompenso per i sopravvissuti.

Di questo antico delirio,

ne farò cenere,

fino a quando,

e forse poi,

sarà rimpianto.

Nella costrizione dell’attesa,

mi muovo,

con abiti insoliti.

E stringo la malinconia.

Mia unica FORZA.

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Ti mancherò

Ti mancherò quando non ci sarò.

Succede che mi appisoli incantata sul niente.

Il gusto di raggelarmi.

Perché  l’anima chiede il silenzio a volte.

E distratta dal vuoto si avvia verso la sua nuova casa.

I baci di carne saranno confusi tra i baci eterei.

Forse era questo l’amore.

Non vuole certo appagarsi col vuoto .

Ma dal vuoto apprende.

E cresce sfacciata e arrogante.

Ma senza pretese.

E non chiede.

Ma dona e riceve doni.

In egual misura senza dolore.

Siamo stati abbastanza incantati.

Ora tocca la guerra!

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Pazza

E dunque sarei io la

pazza?

O forse la pazzia è un altro

modo dello sputo del vero?

Pensi che a me non faccia male?

La sola differenza tra te e me

è il mio coltellaccio tra i denti,

e la lotta corpo a corpo,

nascondendo  tra il  fango,

le ferite.

E se tu ti proteggerai ancora

dall’abisso ,

ecco…allora…

Io ti farò cadere .

 

Distanza

Dolore di mancanza,

che non s’acquieta, amore

E stringe al petto,

avido, senza freno,

al picco.

Questi tempi,

lontani,

E ti chiede l’amore :

Hai visto che mostro che sono ?

E un sorriso cancella il sapore del vuoto

Merita la mancanza

il singhiozzo incessante,

ed il mostro l’amore.

E tu che non ti spaventi di me,

il mio ultimo dono.

Fino alla fine.

Mitruccodipoesia

Ogni giorno

photo of rocks near calm body of water
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Di strascichi e vezzi si riveston

Lamentando offesa

Tra piume e penne l’aria

Gonfie a Mentir parole

La brama del niente

Feritoie strette ,

per me che vago in solitaria attesa ,

soffocanti aneliti

Scese la luna e sciolse la terra

Delle sue lave si accorse solo il sole

E a lei bastò

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Eternamente

Mitruccodipoesia

E amala, amala,
amala con lo stesso vigore di sempre,
senza sederti tra la folla a declamarla,
ma nel silenzio di un giardino.
Il tuo giardino incantato,
peschi in fiore
e soffioni da vomitare al cielo.

Eterea e lucida.
Questo è il mio sacrificio senza bandiere
e drappi da avvolgermi addosso.

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And love it, love it,
love it with the same vigor as ever,
without sitting in the crowd to declaim her,
but in the silence of a garden.
Your enchanted garden,
fish in bloom
and puffs to puke to the sky.
Ethereal and shiny.
This is my sacrifice without flags
and drapes to wrap around me.

Eleonora Martinuzzi

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Arcobaleno

Del rosso non mi denigra.

E gambe elevarsi al cielo in una danza,

troppe e riviste.

La costa è lontana in questo oceano.

Per tutti.

Seppur pitturata,

resisto ai colori che mi hai dato .

Nè traccio uno schizzo di te.

Non so dipingere.

Ma una parola rimane.

Si siede tra me e te.

Siamo ancora tanto distanti.

Ma così vicini… Arcobaleno.

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La fuga

Amore andiamo, che è tempo di sparire.

Potrei ritrovarmi impigliata

entro indistricabili reti,

e soffocare dei loro rigurgiti.

Poi non ci sarebbe più spazio,

dove rilasciare contratture persistenti,

dal mandibolare ai piedi .

Se queste ombre persistono,

non avrò ragione

di liberarmi del non vissuto.

Sperimentiamo invece la fuga…

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Amor,rispondimi,ti prego…

Mitruccodipoesia

Amor, rispondimi, ti prego…

Non bere da quel calice dannato.

Poi fiumi di parole inconcludenti,

mi sciolgono, ma lasciano peccato;

odor di solitudine, di affanno.

Di lenti passi nella notte,

senza il rincuorar di un sonno.

Il mio e il tuo vicino.

Leali.

Affini.

Soli e persi.

Non perderti in quel vetro, in quel cristallo.

La boccia, il rosso, l’inganno.

Distanti per quel sorso.

E un altro sorso.

E poi…e poi…

Corrodersi per noi.

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Restando intrusione a dispetto della farsa

Impelarmi per comprenderli.

Non leggerò mai niente

che non mi porti alla resa.

Che non mi faccia dire : Eccoci…vita!!!

Non ascolterò del ripetuto,

di parole sconfitte.

Glabra distenderò il mio abbraccio al silenzio.

Consolatoria assenza

che inondi queste desertiche spiaggie,

come il fragore dell’onda.

Delimitami fino alla fine.

Senza rumore.

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