Dal ridere al trauma …il passo è breve

Avevo un’amica, nonno la chiamava l’ambigua. Lo era, lo era abbastanza, altrimenti non mi sarebbe piaciuta. Eppure apparentemente sembrava una signora senza scheletri nell’armadio; elegante, posata, educata, di buone maniere Eppure nonno ne aveva colto il lato oscuro, come me, che poco più che adolescente mi ero addentrata a comprenderla. La signora in effetti odiava il genere maschile, senza inibizioni mostrava, a me, poco più che bambina le foto dei membri maschili, ridendo in maniera sfacciata dei difetti di quello o quell’altro pene. Le chiesi un giorno di chi fossero, dare un nome a quei peni, o almeno un viso mi avrebbe aiutato a capire chi frequentasse e perché . Ma lei si arrabbiò ed affermò di non ricordare i proprietari . Mi incuriosiva, mi incuriosiscono le manie, mi fanno ridere, mi diverto sempre come una piccola alla scoperta del mondo oscuro , Raccontai tutto a nonno, chiedendo se mai la signora le avesse fotografato,con là polaroid, il pisello. Lo vedo ancora sganasciarsi dalle risate; allora non comprendevo la mia ingenuità nel riferire le cose. Oggi vorrei ritornare quella di allora, ma il tempo porta raziocino, e per esperienza, so che approfondire oltre, è destabilizzante all’anima. Lei odiava i maschi, di conseguenza ogni volta che si relazionava a loro, doveva conservare un ricordo , un trofeo;:era come ferirli il categorizzarli per peni: il pustoloso, l’asfittico, il cencioso, il torto ecc ecc Nonno comprese, per fortuna, che la mia curiosità era legittima, e non mi vietò di frequentarla. Se all’inizio, di fronte al l’esibizione dei cataloghi, mi schifavo ma ridevo di gusto, ed ero attenta alle espressioni irriverenti della donna, dopo qualche mese non ne potevo più . Il tutto si risolse nella noia e nella constatazione che probabilmente la donna fosse affetta da qualche patologia, non ben definibile. Mi resi successivamente conto, e fu lei ad aprirsi con me , che la signora aveva preso una sbandata per me. Quel giorno si rivolse a me al maschile : Sono innamorato di te Egle .Fuggii terrorizzata tra le braccia di nonno “Egle, sei bella, dovrai stare accorta non solo agli uomini, ma anche alle donne” Queste furono le sue parole , da allora la mia paura mi costrinse a camuffarmi tra abiti larghi ed informi, al sapore di decadenza, per allontanare da me il mondo … “Nascere principessa, morire regina.” Prefazione Questo racconto è tratto da una storia vera. Non saranno volutamente indicati i nomi reali dei personaggi, alcuni di loro sono ancora in vita, e sarebbe comunque scorretto farlo. L’attenzione è rivolta soprattutto al rapporto della principessa con il nonno, anche se vi saranno presenze non meno importanti per la sua vita. La storia procede per ricordi, senza alcun vincolo temporale, proprio per richiesta della persona che me ne ha chiesto la stesura. La figura dell’aristocratico nonno permeerà tutto il romanzo, per volontà stessa della richiedente principessa. . Spero di fare un buon lavoro, immedesimandomi nel ruolo di questa donna un po’ ribelle e sfacciata, ma cresciuta nell’ovatta di una famiglia nobile. E.M

2 commenti

  1. Secondo me viene fuori un bel romanzo, dove le identità nascondono segreti c’è sempre la curiosità di assistere, e se poi sono fatti ispirati dalla vita vera rimane più sincero, lo scritto. 😉

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