L’oggi e le formiche

image.jpegL’oggi e le formiche

Lo vedi, adesso,
quanto è più poetico camminare a piedi nudi
tra l’erba?
E la salvia gigante?
E le nespole ormai appassite?
Guarda anche l’orzo incurante,
crescere tra le tegole,
erette a confine…
E alzare gli occhi al cielo, e
ritrovarsi tra le nuvole ;
che tracciano ineusaribili vie,
l’una addossata all’altra ,
ma labili abbastanza, da intravedersi,
nell’oltre, la luce.
È un perdersi effimero in esse,
mentre il muro di cinta si sta scardinando;
chissà tra le feritoie quante formiche hanno costruito la loro casa.
Ho sempre odiato chi le alluvionava;
così piccole, ingegnose e stuzzichevoli.
Da questi spazi non me ne sono mai andata,
eppure la vita mi ha messa alla prova.
Il mio rifugio silenzioso,
oggi,
mi appaga più di allora.
Ed è lì che rimarrò,
per la tua gioia,
mio bene più caro.

E.M

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