Il confessionale

Vane e dimesse preghiere

nella sagrestia, dove ratti e polvere furon padroni ;

Ribaltarono il salvagente, imponendo una nuova staticità .

Non si arrese

il mio cacciavite, debordando ammassi imformi, da una teca fin troppo sferica.

Mentre la tunica del prelato si inzuppò di essudato , tra lo squittio dei topi .

Essi si cibarono, dell’ennesima confessione andata storta. Del grigio e del bianco della materia, …soffocando tra i rigurgiti di meningi:

Troppe adesioni, troppo fibrina…

E.M

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