Le feste dei dannati

Sei pronta, forse ti vedi bella,

due trampoli, un trucco da pagliaccio,

La smania del vedo non vedo, un collarino nuovo, una perla tra le dita smaltate di rosso.

Per me, che ti guardo senza pietà e senza rancori,

resti un pezzo incarnato di vuoto

Le lacinie delle pugnalate alle spalle neanche le sento più

Fanno sangue ed anemia, ma si vive lo stesso senza traditori.

Ora ti pettini quei due ciuffi insignificanti, e chissà cosa attendi.

Io bastarda, bagno i riccioli nel sangue, che è solo mio

E non pretendo alcuna mano amica a sbrogliar questa matassa.

Almeno non sarò tra i dannati!

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